Antonella Pasquali

Antonella Pasquali
ovvero, come si coltiva un sogno giovanile.

Era brava, in disegno libero, già da ragazza alla scuola media. Per questo l'avevano iscritta all'Istituto per Geometri di Rieti. Evidentemente, però, la professione tecnica non era nel suo destino: a 20 anni fa pratica nell'agenzia assicurativa di famiglia; a 22, nel 1985, è iscritta all'albo degli Agenti di Assicurazione.Il lavoro, giunto troppo presto, sembra aver cancellato la sua innata aspirazione fatta di colori, disegno, tele, e tempo per la riflessione, la ricerca del bello, l'invenzione. Poi, improvvisa, l'ispirazione ritorna: e a poco più di 30 anni (oggi ne ha 37, è coniugata e madre, è titolare di Agenzia) riprende in mano tavolozza e pennelli, e prova a sfidare prima se stessa (dopo tanti anni! con tanti pittori concorrenti! con il pubblico e i critici, scettici per professione!), poi familiari e amici, infine... l'anonimo osservatore.La via che inizia a percorrere è lunga, e non facile; meglio cominciare in sordina, con alcune «impressioni»: disegni, rifacimenti di opere di grandi, copie. Poi, vinto il timore, ecco i primi fiori, gli ampi panorami, gli scorci, le nature morte. E finalmente, nel 1996, la prima mostra, al Castello Vitelleschi di Labro (Rieti). Timori, ansie, dubbi, sono presto fugati: il pubblico guarda e ammira, la critica apprezza, qualcuno decide che «quel vaso di fiori dà luce all'angolo del tinello», e acquista il quadro. Ora la via è aperta: le mostre si susseguono, arrivano gli inviti, i colleghi si affacciano volentieri, si fermano a parlare, si complimentano. Il sogno si è avverato: si può dare pieno sfogo a sensazioni, sentimenti, invenzioni.
Antonella Pasquali ha bisogno di quiete, di ispirazione, di spazi: e trasforma la sua cantina in museo, riempiendo di squarci di luce gli angoli della memoria.

 

«Da poca fiamma gran luce non viene!». Cosi recita un detto popolare tratto da un sonetto del Petrarca
Riferito all'artista, che inonda di luce le sue figure, gli oggetti, le immagini, le fantasie, è immediata la sensazione del mare di luce che Antonella Pasquali ha come intima ricchezza, e che alimenta la sua prorompente esigenza di rendere vive le cose, di far esplodere gli angoli bui, di far parlare quel che la natura ha destinato al silenzio. Sono i lampi di luce, infatti, che fanno «aperti» i fiori ancora chiusi, che rendono «maturi» i frutti acerbi, che inducono a pregustare odori e gusti e ambienti familiari. Grazie ad essi l'Artista si immerge nelle figure, negli oggetti, negli spazi, vi si identifica fino ad illuminarli del suo profondo. Guardando ed esplorando luci ed ombre, e contrasti e sfondi e armonie, par di vedere Antonella Pasquali all'opera: maneggia i colori, li impasta, li plasma, e con pochi tocchi di pennello... ecco apparire l'alba, ecco accesa la luce in salotto, ecco ravvivata un'inerte raccolta di fiori.


Grazie alla luce Antonella parla, comunica, coinvolge; ne conosce la potenza espressiva e l'efficacia narrativa; la riutilizza a piene mani, sia che si tratti di luce calda o fredda, di luce bianca o nera, diretta o controluce. La visita ad una sua mostra è una passeggiata in libertà, con il sole sempre a mezzogiorno: l'atmosfera dei suoi dipinti è solare, trasparente, empatica. Nei suoi quadri proprio grazie alla luce è possibile cogliere il suo personale messaggio fatto di speranza, di candore, di ottimismo.«E la luce fu!». Cosi comincia, anche per Antonella, un lungo «viaggio sentimentale» in cui mente, anima, intelligenza si fondono coi colori fino a splendere in «antichi e tenui lucori».


 

Partecipazione a Mostre:

«LABRO GOLOSA» - Castello Vitelleschi - Labro (Rl) 1996
«RIAPRIAMO LE CANTINE « Centro Medievale Rieti  -  Anni 1997, 1998, 1999
PERSONALE - Centro Storico Rieti 1999
Ammessa al Premio Nazionale «LA PORTELLA» (per i cento migliori quadri italiani) - Carsoli (AQ) 2000

Antonella Pasquali 02100 RIETI - Via della Verdura, 56 - Tel.0746.203510

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